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Ophrys scolopax
Cav. 1793
Etimologia: dal
latino "beccaccia", con riferimento al rostro acuto del ginostemio.
Osservazioni
La
presenza della subsp.
scolopax in Italia è
incerta, le sporadiche segnalazioni vanno riferite ad alcune
sottospecie molto localizzate (vedi schede) oppure a forme "scolopaxoidi"
di O. holosericea
s.l., cioè con labello di
caratteristica forma allungata e convessa (fusiforme), a bordi
laterali revoluti, pelosità marginale densa, macula solitamente
complessa e grosso apicolo appuntito. In Italia il tipo potrebbe
essere presente solo a Pantelleria e Lampedusa (ma secondo alcuni si
tratterebbe di un'altra sottospecie:
O.
scolopax
subsp.
apiformis
(Desf.) Maire & A.
Weiller (= O.
sphegifera Willd.);
la sottospecie
scolopax
è diffusa dal Maghreb alla regione iberica fino alla Francia del Sud,
le sue segnalazioni in Liguria sono da confermare. La forma dei lobi
laterali rappresenta un importante carattere distintivo tra le varie
entità: in genere quelle occidentali hanno lobi corti, che invece sono
spesso allungati (anche molto) per quelle orientali (facenti capo a
O. oestrifera,
O. heldreichii
ecc.). Le entità italiane certe, pur essendo soltanto 4, rappresentano
tutta questa varietà.
Aggiornamento: maggio 2010
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The flower.
51 kilobytes.
Photo by
Paolo Liverani, GIROS. |
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The flower.
65
kilobytes.
Photo by
Claudio Del
Fuoco, GIROS. |
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The flower.
60
kilobytes.
Photo by
Claudio Del
Fuoco, GIROS. |
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